Transizioni

Bambini autistici: 5 punti fermi per le transizioni

Avvisare per tempo, rendere visibile il programma, tenere un punto fisso, provare prima, ripensarci dopo. Cinque punti concreti per una transizione difficile.

Il team di Sociami5 min di lettura

Spegnere il cartone preferito, uscire di casa la mattina, cambiare aula, ritrovare la classe dopo le vacanze. Per molti bambini e bambine autistici passare da una cosa all'altra è davvero difficile. Non è un capriccio e non è opposizione. Il cervello deve lasciare ciò che conosce, riorganizzarsi e affrontare ciò che viene, spesso senza sapere cosa aspettarsi.

Questi momenti si preparano. Ecco cinque indicazioni concrete, da adattare a ogni persona.

Avvisare per tempo, con riferimenti precisi

«Tra poco» non dice nulla a chi ha bisogno di precisione. Funzionano meglio i riferimenti che si possono controllare. «Tra dieci minuti riordiniamo i mattoncini. Poi ci mettiamo le scarpe.»

Tre abitudini aiutano nell'annuncio.

  • Dire cosa succederà, in che ordine e cosa resta uguale.
  • Usare parole letterali. «Usciamo alle 8:15» invece di «dobbiamo sbrigarci un po'».
  • Ammettere ciò che ancora non si sa. «Non so ancora chi ci sarà nella tua classe. Te lo dico appena lo so.»

Quando il programma cambia all'improvviso

Se la gita viene annullata o l'insegnante è assente, nominare il cambiamento con calma toglie già buona parte dell'ansia. Spiegare cosa cambia, cosa non cambia e cosa viene dopo.

Rendere visibile il programma

Ciò che si dice svanisce in fretta. Ciò che è esposto resta. Un programma fatto di immagini o di parole, all'altezza degli occhi, permette di tornarci sopra quante volte serve.

Due supporti fanno la differenza ogni giorno.

  • Un programma visivo della mattina, di cui si tolgono o si spuntano i passaggi.
  • Un timer visivo che mostra il tempo rimasto senza dover leggere l'orologio.

Questi supporti non sono un obbligo. Dicono una cosa semplice. Ecco cosa succederà, non devi indovinare.

Tenere un oggetto o un rituale stabile

Quando tutto si muove, un punto fisso aiuta. Un piccolo oggetto in tasca, la stessa canzone in auto, la stessa frase davanti a scuola. Il rituale non deve essere lungo, deve essere identico ogni giorno.

Dopo le vacanze estive, rimettere in piedi le routine qualche giorno prima dell'inizio della scuola cambia molto. Ora della sveglia, percorso, zaino pronto la sera prima. Il primo giorno non è più una prima volta.

Provare il cambiamento prima che arrivi

Ciò che si è già vissuto, anche per finta, fa meno paura. Fare il percorso verso scuola di domenica, visitare la scuola nuova prima dell'inizio, recitare la scena con i peluche. È proprio ciò che permette l'allenamento alle situazioni sociali: rivivere una situazione con calma, tutte le volte che serve, come negli scenari guidati di Sociami.

Conviene prevedere anche una via d'uscita. Cosa può fare tuo figlio o tua figlia se si sente sopraffatto o sopraffatta alla ricreazione? Con chi può parlare? Una risposta scritta o disegnata aiuta molto.

Dopo la transizione: ripensare a ciò che ha aiutato

Prima lasciare un tempo per tornare alla calma. Poi fare domande semplici. Cosa è andato bene? Cosa ha aiutato, il timer, l'oggetto, la frase di saluto? Cosa cambiamo la prossima volta?

Annotare le risposte costruisce, col tempo, l'elenco di ciò che funziona per quella persona. Un momento difficile non è un fallimento. È un'informazione.

Ogni persona è diversa e a volte servono più tentativi per trovare ciò che va bene. Un professionista che conosce il bambino o la bambina, in ambito psicologico, di terapia occupazionale o della scuola, può aiutare ad adattare queste idee. Questo articolo offre indicazioni pratiche, non un parere medico.

FAQ

Perché un bambino o una bambina autistici reagiscono così forte ai cambiamenti di routine?

Il cambiamento obbliga il cervello a lasciare un riferimento noto e a riorganizzarsi senza sapere cosa verrà. Questa incertezza costa molta energia a una persona autistica, spesso già impegnata con il carico sensoriale e sociale della giornata. La reazione non è opposizione, è sovraccarico.

Come si annuncia una transizione difficile a bambini e bambine autistici?

Avvisando per tempo, con riferimenti precisi e letterali. Dire cosa succederà, in che ordine e cosa resta uguale, e ammettere ciò che ancora non si sa. Evitare «tra poco» e «vedremo», che lasciano la persona a indovinare.

Con quanto anticipo preparare un cambiamento importante come il passaggio alle medie?

Non esiste una durata valida per tutti. Si comincia con un annuncio semplice, poi si osserva. Se la persona fa molte domande, si aggiungono dettagli nei giorni seguenti. Se si preoccupa, si avvicinano le informazioni alla data. Visitare i luoghi prima del giorno stesso è utile in ogni caso.

I supporti visivi servono ancora a chi sa già leggere?

Spesso sì. Un programma scritto si può consultare in qualsiasi momento, e questo rassicura anche chi legge bene. Il formato conta meno della disponibilità costante dell'informazione. Scegliere il supporto insieme alla persona interessata.

Cosa fare quando mio figlio o mia figlia piange o si arrabbia al momento di uscire?

Restare calmi e parlare poco. Chi è sopraffatto non riesce ad ascoltare spiegazioni. Proporre un gesto semplice, sedersi un momento, stringere il proprio oggetto, e rimandare la conversazione a più tardi, quando è tornata la calma.

Sociami è uno strumento di allenamento alle situazioni sociali, non un dispositivo medico.

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